RASFF – Pubblicata la relazione annuale 2017

Il Ministero della Salute ha pubblicato la relazione sul RASFF per il 2017. Rispetto allo scorso anno (2.295 notifiche), nel 2017 sono state trasmesse 3.759 notifiche, di queste, 239 sono sull’alimentazione animale (210 nel 2016).

Tra le notifiche ricevute, 925 sono state notifiche di Allerta (Alert notification) (pari al 25%) e riguardano prodotti distribuiti sul mercato; 1567 si riferiscono ai Respingimenti ai confini (Border Rejection), mentre le restanti riguardano Information notification così suddivise:  682  Information for attention e  585 Information for follow up.

Nel corso dell’anno, si sono verificate diverse situazioni di emergenza tra cui quella relativa al fipronil nella filiera del pollame che ha interessato diversi prodotti (uova, ovoprodotti, carni di pollame e prodotti trasformati composti). In questo caso specifico la Commissione ha ritenuto opportuno richiedere l’inserimento nel RASFF anche delle notifiche nazionali (67).

L’Italia risulta il primo Paese Membro del RASFF per numero di segnalazioni inviate alla Commissione europea (548 notifiche) seguito da Olanda (500) e Germania (389).

I Paesi di origine degli alimenti/mangimi/MOCA che sono stati oggetto delle notifiche effettuate dall’Italia attraverso il RASFF hanno riguardato la Spagna (130), l’Italia (113 relativamente a prodotti distribuiti in ambito extranazionale), la Cina (45), il Brasile (22) e l’India (22).

Per quanto riguarda la tipologia di prodotti oggetto delle 548 notifiche effettuate dall’Italia, queste hanno riguardato principalmente i prodotti della pesca (253), le uova e gli ovoprodotti (72), la frutta secca e gli snack (56).

Il maggior numero di notifiche sui mangimi è stato effettuato dalla Germania (31), seguito dal Belgio (29), Lettonia (18), Finlandia (16) e Italia (15).

I contaminanti chimici più frequentemente notificati attraverso il RASFF sono state le micotossine (583) e i residui di fitofarmaci (445), questi ultimi in aumento rispetto alle segnalazioni dell’anno precedente e collegate alla problematica fipronil nelle uova e degli ovoprodotti, seguiti da metalli pesanti, additivi e coloranti, migrazione da materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti e residui di farmaci veterinari.

L’Italia continua ad essere il primo Paese membro per numero di segnalazioni inviate attraverso il sistema di notifiche RASFF, ciò conferma la particolare attenzione delle autorità di confine e territoriali e degli organi di controllo specializzati.

I prodotti italiani oggetto di allerta europea sono stati 178 (105 nel 2016) e l’Italia risulta il sesto Paese per numero di notifiche ricevute. Relativamente al 2016 l’aumento delle non conformità è strettamente correlato con il caso fipronil. Non sempre i dati sono facilmente confortabili, infatti ancora oggi si registra una gestione diversa da Stato a Stato sulle modalità di notifica, con casi  in cui allerte diverse, se correlate alla stessa problematica, vengono riportate come follow-up invece che come nuova allerta.  Di conseguenza, quest’ultimi Paesi hanno un numero più basso di notifiche a fronte di elevate non conformità.