EMA: secondo rapporto ESUAvet sull’uso e sulla vendita di antimicrobici veterinari in Europa del 2024

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha pubblicato il secondo rapporto ESUAvet dedicato alla raccolta dei dati sull’uso e sulle vendite di antimicrobici veterinari nell’Unione Europea. Il documento, riferito al 2024, offre un quadro aggiornato e dettagliato sull’impiego di queste sostanze negli animali destinati alla produzione alimentare e negli animali da compagnia, contribuendo al monitoraggio delle politiche europee contro l’antimicrobico-resistenza. Nel 2024, nell’ambito dell’UE sono state vendute 4.402,8 tonnellate di medicinali antimicrobici veterinari soggetti a rendicontazione obbligatoria, un perimetro che coincide con quello già utilizzato nel precedente progetto ESVAC. La qualità della raccolta dati si conferma molto elevata: 26 Paesi su 29 hanno registrato una copertura tra il 98% e il 100%.

Accanto ai dati obbligatori, 17 Paesi hanno fornito anche informazioni volontarie, pari a 52,5 tonnellate di prodotti comprendenti antibatterici topici, antiprotozoari, antimicotici e altri anti-infettivi. Tuttavia, solo 10 Paesi hanno potuto garantire una copertura prossima al 100%, mentre gli altri hanno segnalato una raccolta parziale o non quantificabile. Anche nel 2024, i grossisti si sono confermati la fonte più utilizzata per l’invio dei dati.

Gli antimicrobici destinati agli animali da reddito rappresentano il 98,5% delle vendite totali. Le differenze tra Paesi restano significative, con valori che oscillano tra 1,8 mg/kg e 112,9 mg/kg, a fronte di una media UE pari a 46,1 mg/kg. Rispetto al 2023, le vendite complessive nell’UE sono aumentate del 5,1%, mentre la biomassa animale è rimasta stabile. Bovini, suini e polli continuano a costituire la quota maggiore della biomassa stimata europea.

Le classi di antimicrobici più vendute sono rimaste penicilline, tetracicline e macrolidi, che insieme rappresentano oltre il 65% del totale. Analizzando i dati secondo la classificazione AMEG, emerge che: il 67,6% delle vendite appartiene alla categoria D – prudenza, il 26,4% alla categoria C – cautela, il 6% alla categoria B – restrizione, che include sostanze critiche come cefalosporine di 3ª e 4ª generazione, fluorochinoloni e polimixine. In diversi Paesi, le sostanze AMEG B rappresentano una quota ancora significativa delle vendite, con valori compresi tra lo 0,03% e il 15,9%.

Per quanto riguarda le forme farmaceutiche, l’86% delle vendite riguarda prodotti utilizzati prevalentemente per trattamenti di gruppo. Si osserva un calo delle premiscele e un aumento delle soluzioni orali. Gli antimicrobici destinati agli animali da compagnia rappresentano l’1,5% delle vendite totali. Anche qui si osservano forti differenze tra Paesi, con valori compresi tra 10,6 mg/kg e 107,3 mg/kg, mentre la media europea è pari a 34,3 mg/kg, in diminuzione dell’8,2% rispetto al 2023. La forma più utilizzata rimane la compressa (91,5% delle vendite). Le penicilline sono la classe più venduta (48,4%), seguite da cefalosporine di 1ª e 2ª generazione (16,9%) e dai derivati dell’imidazolo (12,9%). In questo segmento, la categoria AMEG C – cautela copre il 71,5% delle vendite, mentre la categoria B – restrizione scende al 2,5%, proporzioni in linea con l’anno precedente.

La Commissione Europea mira a ridurre del 50% le vendite di antimicrobici per animali da allevamento e acquacoltura entro il 2030, rispetto al valore di riferimento del 2018 (118,3 mg/PCU). L’obiettivo è fissato a 59,2 mg/PCU. Nel 2024 le vendite UE si sono attestate a 89,6 mg/PCU, una riduzione del 24,3% rispetto al 2018. Tuttavia, il dato conferma il secondo anno consecutivo di aumento dopo il minimo storico raggiunto nel 2022, un segnale che richiede particolare attenzione.

Per il secondo anno, i Paesi membri hanno comunicato anche i dati relativi all’uso degli antimicrobici in quattro specie: bovini, suini, polli e tacchini. I veterinari restano la principale fonte informativa, tramite cartelle cliniche, registri dei trattamenti e prescrizioni. Tutti i 29 Paesi hanno fornito almeno i dati obbligatori per una specie, mentre 14 hanno incluso anche l’ambito volontario. Tuttavia, persistono differenze nella completezza e precisione dei dati raccolti. Nei Paesi con copertura elevata, tetracicline e penicilline sono tra le classi più utilizzate in tutte le specie, ma con differenze importanti tra Paesi e sistemi produttivi. Anche le forme farmaceutiche variano: gli iniettabili prevalgono nei bovini, mentre soluzioni orali e premiscele sono predominanti nei suini e nel pollame.

Il rapporto comprende anche allegati dedicati alla metodologia, alle liste delle sostanze monitorate, ai controlli di qualità, alle correzioni dei dati e alle serie storiche. I dati pubblicati sono stati estratti dalla piattaforma ASU lo scorso 5 novembre e non vengono aggiornati retroattivamente, motivo per cui possono verificarsi lievi differenze tra anni o rispetto ai dashboard online.