COVID-19: il Ministero della Salute informa sugli aspetti di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare

Il Ministero della Salute ha pubblicato un importante documento tecnico predisposto dalla DG Sanità animale e dei Farmaci veterinari e dalla DG per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la nutrizione, valutato dal Comitato Tecnico Scientifico della Protezione civile, che considera importanti elementi a tutela degli allevatori, operatori e veterinari anche per garantire l’approvvigionamento di derrate alimentari e la movimentazione degli animali nei territori sottoposti a restrizione SARS-CoV-2.

Sottolineando l’assenza di evidenze scientifiche della trasmissione dagli animali all’uomo o attraverso gli alimenti, il Ministero ricorda che la sicurezza alimentare continua ad essere garantita secondo le norme vigenti e che eventuali richieste di certificazioni in tal senso, e non previste, sono inappropriate.

Per chiarezza, si distinguono le attività veterinarie differibili o meno a seconda delle situazioni contingenti e nelle differenti aree geografiche italiane soggette a restrizioni (zona rossa).

In relazione al settore produttivo degli alimenti destinati ad animali da produzione alimentare e da compagnia, il Ministero include fra le attività non differibili ai fini del mantenimento di adeguate condizioni di benessere animale, la fornitura di materie prime (vegetali, animali e minerali), additivi e premiscele agli impianti mangimistici oltre che di mangimi finiti agli allevatori ed ai punti vendita di pet food.

Particolare attenzione è posta a tutte le attività di vigilanza sanitaria sugli animali e sui prodotti di origine animale ed ai controlli correlati ad eventuali notifiche RASFF ed all’influenza aviaria e peste suina africana. Per una migliore applicazione delle  misure di sicurezza e contenimento della trasmissione del virus, il personale addetto, gli automezzi impiegati ed i tragitti effettuati per le diverse attività dovranno essere censiti ed autorizzati dai Prefetti territoriali competenti.

I laboratori finora disponibili al supporto diagnostico per l’emergenza da COVID-19 sono afferenti a diversi Istituti Zooprofilattici Sperimentali (Venezie, Lombardia ed Emilia Romagna, Abruzzo e Molise), ai quali si potranno aggiungere altri dopo le opportune verifiche di comprovata capacità analitica nell’impiego continuativo e significativo di tecniche diagnostiche applicabili.