Il monitoraggio delle zoonosi in Europa ha registrato nel 2024 un’attività intensa e dettagliata, grazie alla collaborazione tra l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC). Le attività di sorveglianza hanno coinvolto 27 Stati membri dell’UE, Regno Unito (Irlanda del Nord) e 8 paesi terzi, in linea con gli obblighi previsti dalla Direttiva 2003/99/CE sulle zoonosi.
Dal Rapporto One Health sulle zoonosi 2024, emerge un quadro completo e aggiornato sulle zoonosi e sugli agenti zoonotici che interessano gli esseri umani, gli animali, gli alimenti e i mangimi. In particolare, le statistiche sulle zoonosi hanno mostrato tendenze importanti, evidenziando alcuni agenti patogeni come particolarmente rilevanti.
Nel 2024, le due zoonosi più frequentemente segnalate negli esseri umani sono state la campilobatteriosi e la salmonellosi, seguite da Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC). La listeriosi, sebbene meno diffusa, si è confermata come una delle malattie più gravi dal punto di vista clinico, con il tasso di ospedalizzazione e mortalità più elevato. Questi dati indicano un trend crescente per le infezioni da Campylobacter, Salmonella, Listeria e STEC, che ha interessato numerosi Stati membri negli ultimi 5 anni.
Un aspetto positivo emerso nel 2024 è il risultato raggiunto da 14 Stati membri e dal Regno Unito (Irlanda del Nord), che hanno rispettato pienamente gli obiettivi di riduzione della prevalenza della Salmonella nelle popolazioni avicole per i sierotipi pertinenti: traguardo importante verso il miglioramento della sicurezza alimentare ma anche l’efficacia delle strategie di controllo veterinario.
Altri dati hanno evidenziato differenze nel controllo delle zoonosi tra le autorità competenti e gli operatori del settore alimentare. I campioni prelevati dalle carcasse di animali, in particolare per quanto riguarda la Salmonella, e i test su Campylobacter nelle carcasse di pollo da carne, sono risultati più frequentemente positivi se i controlli sono stati effettuati dalle autorità competenti piuttosto che dagli operatori del settore alimentare.
Il 2024 ha visto un incremento dei focolai di zoonosi di origine alimentare, con un numero maggiore di casi e ricoveri ospedalieri segnalati in 27 Stati membri e nel Regno Unito, rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, il numero complessivo di decessi è diminuito. Tuttavia, la Salmonella, in particolare nelle uova e nei prodotti a base di uova, ha continuato a rappresentare una delle maggiori preoccupazioni, essendo l’agente eziologico alla base dei focolai più significativi. A preoccupare sono stati anche i focolai multinazionali, dove la Salmonella si è rivelata l’agente patogeno principale.
Un altro aspetto rilevante emerso dalle analisi riguarda gli alimenti di origine non animale, in particolare gli ortaggi ed altri prodotti derivati, associati al maggior numero di decessi in focolai con evidenti prove di origine alimentare.
Infine, il Rapporto ha fornito aggiornamenti su altre zoonosi rilevanti, come brucellosi, echinococcosi, trichinellosi e tubercolosi da Mycobacterium bovis, nonché sulla rabbia e su altri batteri, virus e parassiti zoonotici che rappresentano un rischio per la salute umana e animale.
