Le vendite di antimicrobici in Europa sono scese del 32%

E’ stato pubblicato il 9° Rapporto ESVAC (European Surveillance of Veterinary Antimicrobial Consumption) dell’Agenzia Europea dei Medicinali, che analizza i dati sulle vendite in Europa di antibiotici veterinari trasmessi nel 2017 da 31 Paesi (Paesi UE e Svizzera).

Tra il 2011 e il 2017, le vendite di antimicrobici veterinari in Europa sono diminuite del 32% per tutte le specie animali da produzione alimentare, compresi i cavalli. La situazione è disomogenea, infatti mentre 19 dei 25 paesi che hanno fornito dati hanno registrato un calo delle vendite di antibiotici veterinari di oltre il 5%, tre paesi hanno registrato un aumento di oltre il 5% delle vendite nello stesso periodo ed i restanti tre paesi non hanno registrato un cambiamento significativo nelle vendite.

In Italia. dal 2016 al 2017, è stato registrato un calo da 294,8 mg/PCU a 273,8 mg/PCU, con un calo complessivo del 35% dal 2010 ad oggi. I valori restano sempre alti, collocando il nostro Paese al secondo posto dopo la Spagna in termini assoluti ed al secondo posto dopo Cipro se il calcolo delle vendite viene fatto in rapporto alla popolazione animale.

Si è assistito ad una progressiva riduzione anche degli antimicrobici considerati “critici” per il trattamento dei pazienti umani. In forte calo le polimixine (diminuzione del 66%), come pure le cefalosporine di 3° e 4° generazione (decremento di oltre il 20%).

Secondo l’EMA l’attuazione di campagne nazionali per l’ uso responsabile degli antibiotici, le restrizioni d’impiego  per alcune categorie di antimicrobici e le variazioni nella demografia animale hanno influito positivamente sul calo delle vendite.  EMA evidenzia, però, l’incomparabilità dei dati fra i vari Paesi, date le differenze nei modelli di vendita, nella composizione della popolazione animale e nei sistemi di produzione in vari Paesi. Considerevoli, inoltre, le differenze fra i vari agenti antimicrobici in termini di dose giornaliera, forma farmaceutica e durata del trattamento. Nel 2017, la Danimarca e la Svezia sono stati gli unici due Paesi che hanno fornito dati di prescrizione e non di vendita.