Piano Nazionale Residui 2025: controlli capillari e non conformità contenute

Il sistema italiano dei controlli sui residui negli alimenti di origine animale conferma anche nel 2025 un’attività ampia e articolata. Secondo la Relazione sul Piano Nazionale per la Ricerca dei Residui (PNR) pubblicata dal Ministero della Salute, nel corso dell’anno sono stati prelevati 26.920 campioni, sui quali sono state effettuate complessivamente 419.571 determinazioni analitiche.

Il PNR ha l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme sull’impiego delle sostanze farmacologicamente attive negli animali destinati alla produzione alimentare e negli alimenti di origine animale, individuando eventuali utilizzi illeciti o impropri e verificando il rispetto dei limiti massimi di residui. I controlli interessano le principali filiere zootecniche, dall’allevamento alla prima trasformazione.

La parte più consistente dell’attività è rappresentata dal Piano mirato, basato sul rischio: nel 2025 sono stati analizzati 24.015 campioni, con 325.262 determinazioni, pari in media a circa 14 sostanze ricercate per campione, superando sia il numero minimo richiesto a livello europeo, pari a 22.289 campioni, sia l’obiettivo nazionale di 23.948. Il livello di attuazione ha raggiunto così il 107,7% dell’obiettivo europeo e il 100,3% di quello nazionale. Tra le filiere maggiormente interessate figurano quella bovina, con 9.773 campioni, del pollame con 6.083 e dei suini con 4.234, seguiti da latte, ovicaprini, uova, acquacoltura e miele.

Le non conformità sono risultate estremamente contenute: 6 campioni, pari allo 0,02% del totale. Allo stesso tempo è aumentata la profondità dell’attività analitica: sui campioni del Piano mirato è stato condotto il suddetto numero di determinazioni, con una media di 14 sostanze ricercate per campione. Complessivamente sono state investigate 432 diverse sostanze chimiche, 169 delle quali non erano oggetto della pianificazione iniziale, anche grazie alla crescente diffusione delle metodiche multiresiduo e multiclasse.

La Relazione evidenzia inoltre come la crescente diffusione delle metodiche multiresiduo e multiclasse stia consentendo di aumentare sensibilmente il numero delle sostanze ricercate.

A questa attività si affiancano il Piano di sorveglianza, i controlli sulle importazioni e quelli effettuati su sospetto o nell’ambito dell’Extrapiano. In particolare, sui 607 campioni di prodotti provenienti da Paesi terzi sono state effettuate 13.462 determinazioni senza riscontrare non conformità. Si tratta di un’attività basata sul campionamento casuale, finalizzata a ricercare un ampio numero di sostanze e a raccogliere informazioni sull’esposizione dei consumatori ai residui di farmaci veterinari attraverso gli alimenti di origine animale. Nel complesso, dunque, il PNR mostra non soltanto un elevato numero di controlli ma anche una capacità analitica sempre più ampia.

La Relazione evidenzia infine come il sistema italiano abbia risposto alle nuove disposizioni europee attraverso il coordinamento tra Ministero, Regioni, autorità locali, laboratori e Laboratori Nazionali di Riferimento. L’audit condotto dalla Commissione europea tra novembre e dicembre 2025 ha valutato il sistema nel complesso ben strutturato e ampiamente in linea con la normativa europea, pur individuando alcuni aspetti sui quali proseguire il lavoro di miglioramento, dalla formazione degli operatori all’uniformità delle procedure.

Per la filiera zootecnica, i dati del PNR 2025 restituiscono dunque un sistema di controllo articolato e capillare, sostenuto da una capacità analitica in crescita e caratterizzato, soprattutto nei controlli mirati, da un’incidenza estremamente contenuta delle irregolarità. Un risultato che conferma l’importanza del rispetto delle regole lungo tutta la filiera per garantire sicurezza alimentare e affidabilità delle produzioni italiane.