RASFF – Pubblicata la relazione annuale 2020

L’Ufficio VIII del Ministero della Salute ha pubblicato la relazione annuale RASFF per l’anno 2020. Dall’elaborazione dei dati raccolti il 21 gennaio 2021 per il periodo 1°gennaio-31 dicembre 2020, risultano trasmesse 3783 notifiche, di cui la Commissione europea ne ha revocato 64 a seguito di ulteriori valutazioni sul rischio da parte dei Paesi membri.

Per l’interpretazione dei dati, il Ministero considera due principali fattori: l’attività ridotta a causa delle misure Covid-19 e la problematica riguardante il riscontro di ossido di etilene in semi di sesamo (413 notifiche per questa sostanza non autorizzata come fitosanitario di provenienza principalmente indiana con interessamento anche di prodotti trasformati contenenti i semi).

Del numero totale di notifiche pervenute, 3490 hanno riguardato l’alimentazione umana, 172 l’alimentazione animale e 121 i MOCA (materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti) – trend in diminuzione rispetto al 2019.

Le più numerose sono state le notifiche di Allerta (Alert Notification – 1403), seguite da Respingimenti ai confini (Border Rejection – 1046); le restanti hanno riguardato le information for notification (778 for attention e 556 for follow up).

Dall’elaborazione delle diverse tipologie di controllo/segnalazioni si evince che il maggior numero è stato rilevato grazie ai controlli ufficiali sul mercato (1193), valore quasi raggiunto dall’autocontrollo aziendale (1099). Resta alto il controllo al confine (999), seguito da un netto valore inferiore delle segnalazioni dei consumatori e monitoraggio dei media (rispettivamente 148 e 104). L’insieme ha fatto sì che le intossicazioni alimentari siano state contenute (51).

I Paesi che hanno ricevuto il maggior numero di notifiche sono stati India (445), Turchia (382) e Polonia (377); la Germania è stato il Paese che ha trasmesso maggior numero di notifiche (526), a seguire Olanda, Regno Unito ed Italia (300).

La tipologia di prodotti alimentari, mangimi, MOCA più frequentemente oggetto delle notifiche effettuate dall’Italia hanno incluso pesce, pollame, molluschi bivalvi e rispettivi loro derivati, semi e frutta secca, cereali e prodotti da forno, carni e derivati; i pericoli sanitari riguardavano principalmente microrganismi patogeni, seguiti da metalli pesanti, additivi e residui di pesticidi.

Le non conformità riscontrate nei prodotti di origine italiana sono state 125, di cui 17 per cereali e prodotti da forno, 16 per molluschi bivalvi e carne (escluso il pollame), 13 per frutta e vegetali e 11 per latte e prodotti a base di latte – irregolarità dovute a contaminazioni microbiologiche (49 per Salmonella, Listeria e Escherichia coli), residui di pesticidi (16) ed allergeni non dichiarati in etichetta (9).

I principali pericoli notificati attraverso il RASFF per l’anno 2020 hanno riguardato i microrganismi patogeni (soprattutto Salmonella), i residui di pesticidi dovuti al caso “ossido di etilene”, le micotossine (fra cui resta alto il valore delle aflatossine rispetto ad Ocra e DON) ed i metalli pesanti (in particolare mercurio, anche se in diminuzione, e cadmio invece in aumento). Le non conformità relative ai Novel Food ed OGM non autorizzati sono circa costanti, mentre si assiste ad una diminuzione delle notifiche per corpi estranei e sostanze allergiche (latte, uova, soia e senape) non dichiarate in etichetta.

Il report distingue le problematiche riscontrate per ciascuna categoria di alimento (prodotti della pesca, molluschi bivalvi e cefalopodi, crostacei, prodotti della carne (escluso pollame), pollame, latte e derivati, miele/pappa reale/ecc., frutta e vegetali, frutta secca e semi, cereali e derivati, erbe e spezie, cibi dietetici ed integratori alimentari, gelati e dolciumi, grassi e oli, zuppe, brodi, minestre, salse bevande, uova e prodotti.).

Per  l’alimentazione animale, delle 172 segnalazioni (valore nettamente inferiore rispetto al 2019 – 243) la maggior parte ha riguardato la presenza di microrganismi patogeni (84 vs 130 del 2019, tutti per Salmonelle), 21 per micotossine, 11 per metalli pesanti ed altri contaminanti microbici; sono pervenute 7 segnalazioni per additivi e 2 per premiscele. Il Paese con il maggior numero di segnalazioni è stata la Germania (20), seguita da Stati Uniti (14) ed Olanda (13).

Per il pet food si registra una netta diminuzione delle segnalazioni rispetto al 2019 (34 vs 54), di cui il maggior numero di notifiche resta per Salmonella (15). Polonia, Regno Unito e Turchia sono i principali Paesi di origine riguardanti non conformità in pet food nell’anno 2020.