È stata pubblicata la nuova Relazione 2014–2023 del Ministero della Salute sulla Resistenza agli antimicrobici (AMR) nei batteri riscontrati in animali destinati alla produzione di alimenti (DPA), analisi decennale che traccia l’evoluzione del fenomeno in Italia e misura l’efficacia delle politiche di contenimento.
Il documento, curato dal Centro di Referenza Nazionale per l’Antibioticoresistenza presso l’IZSLT, fotografa l’andamento della resistenza in batteri come E. coli, Salmonella spp. ed Enterobacteriaceae, isolati da campioni intestinali e carni di bovini, suini, polli e tacchini.
Se da un lato le filiere avicole mostrano segnali incoraggianti, i dati per bovini <12 mesi e suini da ingrasso restano critici.
Nel bovino, nel 2023 oltre 7 isolati su 10 di E. coli intestinali risultavano multiresistenti (MDR), cioè resistenti a ≥3 classi di antibiotici. Solo il 14% era pienamente suscettibile (FS). Anche nei tagli di carne bovina, gli isolati MDR sono cresciuti al 43%, con un calo significativo degli FS. Nel suino, la situazione è analoga, con 67% di MDR nei campioni intestinali e prevalenza stabile anche nelle carni (circa 50% MDR nel 2023).
Ancora più preoccupante è la comparsa – in suini e bovini – di E. coli produttori di carbapenemasi, enzimi che rendono inattivi i carbapenemi (antibiotici riservati esclusivamente all’uomo per infezioni gravi). Nel 2023 sono stati trovati 19 isolati suini (6,3% dei testati) e 4 isolati bovini (1,3%). Si tratta di un fenomeno nuovo e ancora limitato ma monitorato con massima attenzione vista la possibilità di trasmissione orizzontale dei geni di resistenza.
Le filiere avicole registrano un miglioramento netto grazie a strategie consolidate di riduzione degli antibiotici: nel pollo da carne, la percentuale di E. coli multiresistenti è scesa dall’80% (2014) al 40% (2022). Aumentano i batteri pienamente suscettibili (FS): dal 7% al 27% nello stesso periodo. Andamento simile nel tacchino da ingrasso, con MDR scesi sotto il 46% e FS in aumento oltre il 29%.
Nel 2022 si segnala un boom di Salmonella agona nei tacchini da ingrasso (oltre 70% degli isolati), un sierotipo non ancora MDR ma sotto osservazione per il suo potenziale evolutivo. Nei suini, Salmonella spp. è MDR nel 32% dei casi; nei bovini nel 77%.
Il Report conferma che, dove è stato ridotto l’utilizzo di antibiotici, la pressione selettiva è calata e le resistenze sono diminuite. Tuttavia, i numeri delle filiere bovina e suina richiedono azioni mirate e rafforzate, anche in vista dell’entrata in vigore di normative europee sempre più stringenti.
